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IL LIBRO D’ARTISTA E LA SCRITTURA CREATIVA

Data:

15/09/2016


IL LIBRO D’ARTISTA E LA SCRITTURA CREATIVA

Laboratorio artistico di Angela Occhipinti, docente della cattedra di tecniche dell’incisione, scrittura creativa e libro d’artista presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. 

“La potenza seduttiva delle parole e del libro”

La parola e l’immagine come unico luogo: la percezione acustica diventa scrittura e la percezione ottica diventa disegno che si fondono per costruire un libro che a volte diventa oggetto-scultura con un rapporto quasi fisico nel codificare, in altro modo, i termini della comunicazione. Lettere alfabetiche, ideogrammi, corsivi, immagini, geroglifici vengono combinati in modo da scuotere il linguaggio e la lettura d’uso abituale, così da raddoppiare l’intensità del messaggio fino a ribaltare i significati. Nei libri d’artista spesso alle immagini vengono accostate scritte a volte con sapore di contrasto, come stimolo per chi guarda. E’ evidente nella “poesia e scrittura visuale”, dove i segni che significano se stessi, rimandano ad altro da sé. Questo permette all’artista di innescare altre interpretazioni mutevoli e tutto diventa suggerimento per la creatività.

Il libro d’artista ha alle spalle una lunga storia e le sue radici fioriscono con intensa evidenza nel periodo del primo Novecento, soprattutto nelle avanguardie storiche. La sua nascita, pur nella scia delle esperienze delle avanguardie storiche europee d’inizio secolo, è fatta risalire all’inizio degli anni Sessanta. Come oggetto d’arte, spesso mantiene l’aspetto tradizionale, ma cambia la struttura e la funzione. Il testo è inteso come possibilità di trasmissione del pensiero e il segno-scrittura acquista altri valori simbolici. Le pagine stampate del libro d’artista con testo-segni, immagini, colori e forme diventano un viaggio attraverso l’arte: è un raccontato che racchiude il pensare, guardare, narrare e conservare. La parola nell’arte, scritta, disegnata, declamata, cancellata è stata un elemento fondamentale per la sperimentazione dell’avanguardia storica e la sua presenza ha accompagnato ogni significativo cambiamento delle poetiche artistiche del ‘900. Dal Futurismo (parole in libertà) al Dadaismo, dal Surrealismo a Fluxus (un movimento tra poesia, musica e arti visive), fino alla contemporaneità.
La relazione parola/immagine hanno dato vita alle più “spericolate” forme espressive, apportando un originale contributo d’innovazione sia alla pittura, che alla forma più tradizionale del testo scritto, poetico, letterario e naturalmente artistico.
Le più recenti sperimentazioni trovano nella relazione tra parola e arte visiva un terreno fertile per nuovi approcci e nuove interpretazioni dell’esperienza estetica. Sono di esempio le ricerche verbo visuali di: Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero, Giacomo Balla, Marcel Duchamp, René Magritte, Gino Severini, Alighiero Boetti, Vincenzo Agnetti, Joseph Beuys, Emilio Isgrò, Gio e Arnaldo Pomodoro, Cy Twombly, Giulio Paolini, Joseph Kosuth, Jenny Holzer, Fischli & Weiss, Andy Warhol, Man Ray, Bruno Munari, Wilfredo Lam, JoeTilson, Jean-Michel Basquiat, Mario Merz, Nedko Solakov, Barbara Krueger, Douglas Gordon, Ghada Amer, Shirin Neshat, Sophie Calle, Stefano Arienti, Tacita Dean e Tracey Emin, Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, ecc...

Il libro d’artista è un genere espressivo indipendente che da sempre attrae gli artisti più significativi dell’avanguardia internazionale i quali anche attraverso questo mezzo hanno segnato capitoli fondamentali nel percorso dell’arte contemporanea. Per l’artista, il libro è sempre lo spazio in cui agire e creare e viene percepito nel silenzio del suo mistero, Fortunato Depero fu tra i primi autori Futuristi a creare 'libri d'Artista'. 

Il libro d’artista è nato anche dal rifiuto del libro in quanto simbolo della cultura tradizionale, ed è diventato un oggetto artistico capace di auto-diffondersi e rapportarsi più direttamente con il pubblico, infatti diventa protagonista e spazio mentale entro cui si sintetizzata un'idea di cultura e di conoscenza futura.

Queste operazioni di letterale destrutturazione degli 'originali' spesso hanno contribuito a riportare l'attenzione del pubblico sulle 'parole' e sulle 'immagini' restituendo ad esse il proprio senso, letterale o simbolico.
Il libro d’artista-oggetto diventa un linguaggio visivo che passa anche attraverso l'uso di materiali differenziati tra loro come la carta, il feltro, il metallo, la pietra, il legno, i tessuti, cartoncini colorati, lastre di plexiglass, fogli di acetato o plastica trasparente, ricupero di materiali esistenti e riciclati, a volte sul tessuto l’immagine e il testo sono ricamati, come alcuni lavori di Alighiero Boetti, ecc…

Il libro d’artista può essere costituito solo dal testo come nella sequenza numerica di Mario Merz che si ricollega al matematico pisano Leonardo Fibonacci del XIII sec. L’artista evidenzia una particolare speculazione mistica e filosofica sulla simbologia della geometria sacra ed esoterica. Questo è evidente quando scrive con neon o col lapis la sequenza dei numeri, come simbolo vitale di proliferazione inserita in un’architettura o in un assemblaggio di materiali poveri.

Il libro può essere composto da sole immagini, spesso fotografie, come nelle opere “Die Leute Sind Ganz” e “Index” di Joseph Beuys o di Giuseppe Penone dal titolo “Rovesciare gli occhi”. Può essere formato da testi e da immagini stampate con le tecniche calcografiche,
litografiche, xilografiche, ecc. (stampe originali), come nella maggior parte dei libri d’artista. Sono di esempio i libri di: Marcel Duchamp, Fortunato Depero, Alberto Burri, Wilfredo Lam, Enrico Matta, Enrico Baj, Sandro Martini, Hsiao Chin, Angela Occhipinti, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, ecc.

Costruito da pagine bianche come nell’opera “Sala delle Feste” di Ettore Spalletti; da pagine forate come nei libri di Lucio Fontana e Giuseppe Spagnuolo o con il testo cancellato come nelle opere di Emilio Isgrò; oppure creato come un libro illeggibile, perché troppo grande, come l’opera “Ogni ordine è contemporaneo di ogni altro ordine”
di Luciano Fabro.

Il libro d'artista è anche parte integrante “dell'Arte Postale” e viene inteso come “oggetto” ed insieme “luogo di cultura” per l'artista e per il fruitore. La mail art è una pratica artistica d'avanguardia che consiste nell'inviare per posta a uno o a più destinatari cartoline, buste, e simili, rielaborate artisticamente. Attuale ed interessante il parallelismo proposto tra libro post-tipografico ed i testi e supertesti che il Web ci mette a disposizione, recuperando un'esperienza sensoriale e non soltanto audio-visiva. Durante la conferenza verranno proiettate le immagini dei libri d’artista selezionati come documentazione esemplificativa di come sia possibile costruire un libro mantenendo la massima libertà e originalità creativa pur rimanendo la costante paternità dell’opera curata dall’artista in ogni suo aspetto.

Verrà analizzata la differenza tra il libro d’arte in edizione numerata e il libro interamente realizzato dall’artista sia nelle immagini, che nella forma. Questa tipologia di libro, in quanto ha carattere di opera, può essere realizzata in copia unica o in pochi esemplari. Il libro può essere in gran parte o interamente costruito a mano, oppure può prevedere l’uso di diverse tecniche di stampa.

Oggi le varie tecnologie multimediali mettono a fuoco cosa sia la comunicazione in relazione all'arte e come si produca la trasmissione di un messaggio.

Informazioni

Data: Gio 15 Set 2016

Orario: Dalle 10:00 alle 14:00

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura

In collaborazione con : Museo di storia di Sofia

Ingresso : Libero

Massimo numero di partecipanti raggiunto


Luogo:

Museo di storia di Sofia, p.zza Banski, 1 – Sofia

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